Tra il 1468 e il 1476, Castelnuovo divenne rifugio per numerosi profughi albanesi in fuga dall'invasione turca nei Balcani. La convivenza tra la comunità preesistente e i nuovi arrivati fu intensa e talvolta complessa, protraendosi fino ai primi decenni del 1500.
Fu proprio in questo periodo che la comunità albanese decise di spostarsi a breve distanza, fondando il vicino casale che oggi conosciamo come il comune di Casalvecchio di Puglia, mantenendo vivo un legame storico indissolubile tra i due centri.
Con l'Unità d'Italia, si rese necessario distinguere il borgo dai numerosi comuni omonimi presenti nella penisola. Il 18 aprile 1863, il Consiglio Comunale scelse ufficialmente la denominazione Castelnuovo della Daunia, rendendo omaggio alla regione storica della Puglia settentrionale e sancendo l'ingresso del paese nella nuova identità nazionale.
Castelnuovo della Daunia ha dato i natali a uomini illustri come Luigi Zuppetta e Giandomenico Romano. Il primo fu giurista e politico italiano, collaboratore di Mazzini e amico di Garibaldi, membro del primo Parlamento Italiano dopo l'Unità D'Italia. Il secondo fu anch'egli politico, patriota e magistrato, diventando deputato nel 1870.
Sospeso tra la Puglia e il Molise, nell'oasi di benessere dei Monti Dauni, sorge Castelnuovo della Daunia, un borgo che domina la valle del Fortore a circa 600 metri d'altitudine, in una posizione privilegiata che offre una visuale vasta che spazia dal Tavoliere, alla Majella, dal Promontorio del Gargano fino al golfo di Manfredonia. In condizioni ottimali, è possibile avvistare persino il profilo delle Isole Tremiti. Questa capacità di dominare visivamente l'intera Capitanata lo rende appunto una "perla" incastonata nel paesaggio collinare.
Castelnuovo è inoltre un vero e proprio "polmone verde" dove la natura si manifesta con una forza rigenerante. Esplorare i dintorni di Castelnuovo significa immergersi in un itinerario di turismo lento (slow tourism) che attraversa i Monti Dauni. Il paesaggio è circondato da boschi fitti, sorgenti d’acqua cristallina e un’aria pura che lo rende meta prediletta per il suo microclima rigenerante, offrendo una fuga immediata dall'afa soffocante del Tavoliere e delle pianure foggiane. Tra i luoghi imperdibili per chi cerca un contatto autentico con la natura spicca La Cappellina, un punto di sosta ideale per la meditazione o per un picnic all'ombra degli alberi secolari. La vista che si apre sulla vallata sottostante, permette di percepire l’immensità e la bellezza del Tavoliere. Il sentiero che conduce qui è circondato da una vegetazione lussureggiante che cambia colori a seconda delle stagioni, offrendo uno spettacolo cromatico unico.
La provincia di Foggia, storicamente nota come Capitanata, è una delle aree più vaste e morfologicamente variegate d'Italia. Situata nel nord della Puglia, al confine tra Molise e Campania, si presenta come un mosaico di paesaggi che spaziano dalle vette dei Monti Dauni alle coste frastagliate del Gargano, avendo come cuore pulsante il Tavoliere delle Puglie.
Tra i luoghi più belli da visitare troviamo:
Antica città d'arte situata su tre colli che dominano il Tavoliere, Lucera vanta una storia millenaria che spazia dai Romani agli Svevi e Angioini.
Da vedere: la maestosa Fortezza Svevo-Angioina costruita da Federico II con la sua cinta muraria, l'Anfiteatro Romano (uno dei più antichi del sud Italia), e la Cattedrale angioina di Santa Maria Assunta.
Un susseguirsi di borghi medievali, boschi e colline che rappresentano il volto più autentico e selvaggio della regione.
Da vedere: il borgo di Pietramontecorvino (Bandiera Arancione), la Cattedrale di Troia con il suo celebre rosone e le vette del Monte Cornacchia, il "tetto" della Puglia.
Un promontorio unico che unisce mare cristallino, foreste millenarie e borghi bianchi a picco sull'Adriatico.
Da vedere: le falesie di Vieste e Peschici, la rigogliosa Foresta Umbra (Patrimonio UNESCO) e il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo.
Meta mondiale di pellegrinaggio, legata indissolubilmente alla figura di San Pio da Pietrelcina.
Da vedere: il Santuario di Santa Maria delle Grazie e la moderna Chiesa di San Pio progettata da Renzo Piano.
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